l'eterno splendore di una mente corrotta

Saturday, November 25, 2006

Storia: non solo date da ricordare...



Io odio la storia. L’ho sempre odiata. È più forte di me. Non riesco a “vederla”. Cerco di spiegarmi meglio…non riesco a capire il bisogno di ricordare a pappardella date, luoghi e posti, se poi non si capisce l’atmosfera di quel periodo. Credo che prima di tutto si debba cercare di spiegare come viveva la gente comune, ma anche i reali o i potenti, in un dato periodo storico, attraverso le storie particolari, non attraverso dei particolari asettici. Ecco perché sono felice di essere andata al cinema l’altra sera. Sono entrata nella sala e, come sempre mi accade, il buio del cinema mi ha trasportato in un misto tra sogno e realtà. È così che vedo un film: mi da sempre l’impressione di sognare ad occhi aperti, mi lascio trasportare in posti ed epoche lontane. Mi abbandono al volere del regista, divento parte del film, respiro le sue atmosfere. Ma sto divagando…dicevo, l’altra sera sono andata al cinema e, quando le luci si sono spente, sono stata catapultata nella Francia del 1700, quella di Maria Antonietta, o meglio, la visione che Sofia Coppola ha della Francia di Marie Antoinette. Sofia Coppola mi è sempre piaciuta come regista, già da Il giardino delle vergini suicide. Ha un suo stile particolare, pregno di malinconia, che si deduce dal suo uso particolare di inquadrature e luce, ma anche dal suo modo di raccontare le storie. Il tutto accompagnato da una colonna sonora sempre sopra le righe. Ma torniamo a parlare del suo ultimo film, Marie Antoinette: la vita della regina di Francia più discussa di tutti i tempi. Diciamoci la verità, in pochi hanno simpatia verso questo personaggio. A tutti risuona sempre in testa quella famosa frase, forse mai detta, “Che mangino le brioche”. Sofia Coppola ha avuto il merito, per lo meno per quanto mi riguarda, di farmi dispiacere un po’ meno questa giovane regina. Sofia Coppola fa esattamente quello a cui mi riferivo prima: racconta una storia particolare, facendo avvicinare lo spettatore ad un mondo altrimenti lontano come la Francia della seconda metà del 1700. La regista ci racconta della vita non di Marie Antoinette la regina, ma di Marie Antoinette la ragazza. Ci fa riconoscere in lei, attraverso le immagini delle sue sregolatezze, che poi si rivelano essere i vizi della nostra vita di tutti i giorni: la rende moderna, attuale. Le asincronie da molti criticate (come dalla signora seduta dietro di me al cinema), musica rock come colonna sonora e addirittura un paio di converse in un’inquadratura, a me sono sembrate completamente sensate. Servono a provare che noi ci possiamo ritrovare in questo personaggio, ma anche che Marie Antoinette era semplicemente in anticipo sui tempi, o ancora che era semplicemente una ragazza, arrivata al trono di Francia troppo giovane. Il film ci fa vedere una ragazza catapultata in un luogo fantastico, ma in cui non riesce a trovare una completa felicità. Malinconia dovuta a un matrimonio avvenuto a un’età troppo tenera (come già succedeva nel suo precedente film Lost in translation), o dovuta dal timore di non accontentare tutti, dal vivere con il problema di dover sempre soddisfare le aspettative di tutti. Per non tirarla per le lunghe, un gran bel film, decisamente da vedere non solo per rivalutare la regina di Francia, ma anche per godersi di uno spettacolo davvero bello, delicato e malinconico, come tutti i film di Sofia Coppola. Ma come parlare di questo film senza menzionare la grande prova di attrice che anche questa volta ci regala Kirsten Dunst?! Nessuno avrebbe potuto interpretare meglio Marie Antoinette. Forse gran parte del merito della mia ritrovata simpatia per la regina va a lei. È dolce, frizzante...regale! Tanto di cappello quindi a Kirsten Dunst. Tempo di salutare…ma non prima di aver consigliato di accompagnare alla visione di questo film un bel vassoio dei vostri pasticcini preferiti, possibilmente quei bei pasticcini ipercalorici pieni di panna e crema pasticcera! Detto questo, che la forza sia con voi!

Saturday, November 11, 2006

Presunte verità.....


Finalmente, dopo la miracolosa tisana cioccolato e arancia, abbiamo scoperto come è nata e il più profondo significato della canzone Dentro alla scatola di Mondo Marcio. Mondo, un giorno, turbato, guardò all'interno dei suoi pantaloni e gridò:

"Hey, c'è qualcosa che non va
C'è nessunooooo..."

La rivelazione è arrivata riascoltando la versione del brano feat. Finley. Norman si accorse della presenza nel testo del verso:

"...Spogliami l'anima e vedrai

Che ce l'ho così piccino

Così piccinooooo..."

Capimmo così del grave problema che affliggeva il giovane rapper nostrano. Ebbene si, ce l'aveva piccolo! E il turbamento era tale da far sentire gli amici in dovere di rassicurarlo:

"...Dicono capita, ma non spararti fra..."

Il giovane, non completamente certo del fatto, decise dalla vergogna di nascondersi dentro la scatola del titolo. Non poteva prevedere, però, che i genitori, pensandosi soli in casa, potessero essere rapiti dalla passione proprio nella stanza in cui si trovava.

"...Vedi un po' di anni fa,
Vedevo mamma e papà
Dentro la scatola..."

Comprensibilmente, Mondo rimase scioccato dall'intimità raggiunta dai suoi genitori e decise di non uscire mai più dalla scatola. A questo punto entrarono in scena gli psichiatri, che analizzarono il problema nella sua interezza. Dopo lunghe sedute, convinsero il rapper che le dimensioni non contavano, l'importante era la propria interiorità.

"...Sfogliami l'anima..."

Il giovane Mondo, si convinse finalmente ad uscire dalla scatola. Ed è solo a questo punto che gli psichiatri compresero appieno, svelandoci l'arcano mistero. Possibile che uno di nome "MONDO" ce l'abbia piccolo?!?!

"...Dietro due psichiatri

Ero solo un bambino
Un bambinooooo..."

Non preoccupatevi, quindi! Mondo era solo un bambino, le sue dimensioni erano più che normali, allora come adesso!!! Ovviamente, non è nostra intenzione offendere alcuno con questa poco seria interpretazione di una canzone dal testo in realtà ben più triste. Comunque se volete avere un'esperienza sensoriale simile alla nostra, accompagnate l'ascolto della canzone con una tisana al gusto di cioccolato e arancia, con dei krumiri della colazione.

Che la KA ME HA ME HAAA sia con voi....


Norman e Clementine

Sunday, November 05, 2006

Ogni cosa è illuminata



Ebbene si, ho deciso finalmente di parlare di un film.
Dopo tanta indecisione, la scelta è ricaduta su Ogni cosa è illuminata di Liev Schreiber, per la prima volta dietro la macchina da presa, ma già visto sul grande schermo in vari film, ad esempio Rko 281 nel ruolo di Orson Welles; Scream, nel quale interpreta Cotton Weary e The Manchurian Candidate come Raymond Shaw (per una filmografia completa <
http://it.movies.yahoo.com/artisti/s/liev-schreiber/index-186390.html).
Il film parla di un ragazzo americano, Jonathan, con la mania di collezionare ricordi di famiglia. Dopo la morte della nonna, andrà in Ucraina alla ricerca delle sue radici e della donna che, nel 1942, salvò suo nonno dai nazisti. Sarà così che il ragazzo si metterà nelle mani di Alex, suo nonno e una ufficiosa cagna per ciechi, in un commovente road movie in cui le culture si scontrano e uniscono tra loro, lasciando alla fine l’impressione di essere stati illuminati.
Ma non voglio semplicemente raccontarvi della trama di questo film. Voglio parlarvene, e voglio raccontarvi della mia esperienza personale.
Come spesso mi capita, un anno fa circa stavo navigando su internet alla ricerca di nuovi film in uscita o in produzione. Così facendo, mi sono imbattuta in alcuni forum in cui si nominava spesso il film Everything is Illuminated. Leggendo come tutti fossero rimasti sorprendentemente affascinati da questo lungometraggio, lo segnai nella mia personale lista di film da vedere (è molto lunga, sappiatelo!). Ma come al solito, passato un po’ di tempo, mi passò di mente, e non cercai più notizie a riguardo.
Passato qualche mese, in un momento di assoluta noia accesi la tv e misi il Tonight Show with Jay Leno.Uno degli ospiti quel giorno era Elijah Wood: non si poteva cambiare canale! Era li per presentare proprio Ogni cosa è illuminata. Fecero vedere uno spezzone del film, in cui la guida ucraina e suo nonno non riuscivano a capire cosa ci fosse di sbagliato in quel ragazzo americano…non mangiava la carne!!! La scena mostrata era paradossale. Strana. Data la mia passione per le stranezze mi convinsi sempre di più che dovevo assolutamente vedere quel film.
Fu così che lo presi a noleggio il giorno stesso della sua uscita. Pensando di trovarmi davanti a un film divertente e, perché no, magari anche un po’ stupido e leggero, mi misi con disinvoltura davanti alla televisione. Alla fine dei 101 minuti di visione mi sono ritrovata sommersa dalle lacrime che scendevano incontrollate. È un film profondo, delicato, riflessivo, poetico, emozionante…bello! Non posso che dare un giudizio più che positivo.
La bellezza di questa pellicola non viene solo dal soggetto, ma anche dalle sue immagini. Il regista ci mette di fronte a dei panorami ucraini da togliere il fiato, tra i quali la casa di Lista, circondata da un mare di girasoli. Ci mette anche al corrente però che accanto a tanta bellezza molte zone di quel paese sono ancora poverissime, e lo fa schiaffeggiandoci con una ripresa proprio di quei luoghi.
Non posso però non menzionare la grande prova degli attori principali. Eugene Hutz, che interpreta Alex; Boris Leskin nel ruolo del nonno e Elijah Wood, il protagonista Jonathan.
È proprio su Elijah Wood che vorrei soffermarmi a parlare. Per molti è semplicemente Frodo Baggins de Il signore degli anelli. Alla maggior parte di queste persone, non piace Elijah Wood come attore. Penso che dovrebbero ricredersi. Non solo perché questo ragazzo ha una grande esperienza (
http://filmup.leonardo.it/personaggi/elijahwood/index.htm), ma soprattutto perché la dimostra in ogni suo ruolo, sempre diverso e sempre particolare. Soprattutto dopo la grande popolarità ottenuta dopo aver girato la trilogia con Peter Jackson, ha scelto sempre delle produzioni particolari, a discapito di film blockbuster. Non so se è per sua scelta personale o per che altro, ma personalmente mi fa piacere, anche perché ultimamente l’ho visto sempre in film che mi hanno fatto fermare a pensare, ma che soprattutto mi hanno fatto emozionare. Quindi, perché no, potrebbe diventare un punto di riferimento per me.
È arrivato il momento di consigliarvi qualcosa da accompagnare a questo film. È una pellicola che definirei…agrodolce, quindi direte voi…pollo in agrodolce!! Invece no!!! Dato che Jonathan è vegetariano, lo saremo anche noi…la ricetta perfetta per questo film è….verdure in agrodolce!!
(
http://www.aiutooo.it/article4707.html) Buon appetito, buona visione e…che la forza sia con voi!

Friday, November 03, 2006


Parlami d'amore

Preparate la vostra tisana preferita. Prendete il cd più romantico che avete, mettetelo nel lettore e premete il tasto play. Sedetevi in poltrona e assicuratevi di essere comodi perché potreste rimanere li tutta la sera. Ora prendete Parlami d’amore, e iniziate la lettura.

Come? Chi mi conosce può trovare strano che io stia consigliando un libro scritto, o meglio co-scritto, da Silvio Muccino. Eppure è così.

Avrei dovuto scrivere il mio primo post su Guerre Stellari, così come Norman l’ha scritto sull’animazione, per far sapere a chi è capitato qui, un po’ per caso un po’ perché consigliato da noi, che quello di cui parliamo lo conosciamo a fondo. Volevamo far sapere che dietro tutto questo c’è una grande passione. Poi però ho pensato che per entrare in confidenza con noi avreste dovuto conoscerci, così ho deciso di seguire l’istinto e fare le cose in modo impulsivo e cambiare all’ultimo momento il programma, come sempre.

Tre giorni fa ho comprato il libro di Silvio Muccino e Carla Vangelista. Lo ammetto, non sono mai stata una grande fan si Muccino, anzi…però dopo aver visto una sua intervista alla televisione, aver sentito svariati elogi riferiti al libro e, soprattutto, aver leggiucchiato qua e la nel sito ufficiale (http://www.24sette.it/muccino_vangelista/index.htm) mi sono convinta a dare una chance a questo libro.

Comunque, dicevamo…tre giorni fa ho comprato Parlami d’amore e, appena arrivata a casa ho iniziato a leggere. Le prime pagine mi hanno innervosito. Dove era tutta la bravura dimostrata in questo libro? I due stili di scrittura sono ai poli opposti, si capisce immediatamente quale capitolo sia scritto da chi, e per il momento la mia vecchia convinzione su Muccino inizia a riconquistare strada nel mio cervello. Ma non mi arrendo. Troppe persone hanno lodato questo romanzo. Vado avanti. Ancora. E ancora. Via via che scorrono le pagine i due stili di scrittura diventano più simili, comunque mantenendo le caratteristiche distintive dei due protagonisti. Lo stile si fa più scorrevole, la trama si spiega davanti al lettore come se fosse davanti alle immagini di un film. Non a caso i due autori sono degli sceneggiatori.

Mi sono estraniata dal mondo che gravitava intorno a me, perdendo la cognizione del tempo. Mi sono persa nella visione di questo film, proiettato tra la mia mente e le pagine del libro. Non ero preparata a una reazione simile per questo libro, ma mi piace essere presa alla sprovvista da qualcosa. Se non mi credete, provate voi stessi. Fatevi coinvolgere dalla storia di Nicole e Sasha. Seguite anche voi le lezioni di seduzione impartite da Nicole a un timido Sasha, innamorato di una principessa. Entrate anche voi nel turbinio delle loro emozioni, dal momento del fatidico incidente fino alla fine e, anche se la trama, basata sulla vita di una donna e quella di un ragazzo che si intrecciano inevitabilmente sempre di più, potrebbe sembrare scontata, non vi pentirete della scelta fatta.

Preparate la vostra tisana preferita. Prendete il cd più romantico che avete. Se non ne avete uno, ecco i miei consigli:

The Beatles – Michelle
Frank Sinatra – They can’t take that away from me
Frank Sinatra – I’ve got you under my skin
Aerosmith – Crazy
Aerosmith – I don’t want to miss a thing
Elton John – Your song
Guns n Roses – Don’t you cry tonight
Guns n Roses – Every rose has its thorns
Lenny Kravitz – I belong to you
Lighthouse Family – High
Evanescence – My immortal
My morning jacket – Where to begin
Nickelback – Savin’ me
Janis Joplin – Leavin on a jet plane
Rollin Stones – Lady Jane
Rollin Stones – Ruby Tuesday
The Killers – Smile like you mean it
My morning jacket – Knot comes loose
Explosions in the sky – Your hand in mine
AFI – This time imperfect
Plus 44 – Crappy love ballad
Gary Jules – Mad world
Nickelback – Feeling way too damn good
Nickelback – Figured you out
Maroon 5 – Sweetest goodbye
Elton John – Blue eyes
Robbie Williams – Angels
The Beatles – Hey Jude
The Beatles – Girl
The Beatles – Yesterday
The Beatles – Run for your life
The Beatles – And I love her
Celine Dion – All by myself
Bon Jovi – Always
The police – Every breath you take
Frank Sinatra – Fly me to the moon
Frank Sinatra – For once in my life
Frank Sinatra – Strangers in the night
Frank Sinatra – The way you look tonight
Goo goo dolls – Iris
Elvis Presley – Love me tender
Barbra Streisand – Memory
Savage Garden – Truly, madly, deeply
Oasis – Wanderwall
Paul Anka – You are my destiny
Raymond Maria – Tous le garcons et le filles
Leo Ferré – Avec le temps
Chet Baker – Everytime we say goodbye

Questi sono i brani che consiglio, chiunque volesse aggiungere delle canzoni alla lista si senta libero di farlo. Per ora è tutto…che la forza sia con voi.

Friday, October 27, 2006

Eccoci qua, finalmente il nostro personalissimo blog.
Era da tanti mesi che progettavamo la creazione di un blog in cui scrivere tutto quello che pensavamo e finalmente è arrivato il momento giusto!!! Ma da dove si deve iniziare a scrivere un blog, beh come mi fa notare il mio socio, bisogna iniziare dalle presentazioni….

Dato che lui non può controbattere perché occupato a guardare Spongebob e il cartone delle Bratz, parlerò prima di lui. Norman…nome ovviamente preso dal maestro…sapete di che parlo, vero? Per chi non l’avesse capito si tratta del protagonista di Psycho di Hitchcock. Ha 23 anni…ma solo per pochi giorni, il 3 novembre infatti diventerà un anno più vecchio, anche se guarda ancora i cartoni….. Pensate che ha addirittura fatto la tesi di laurea sui cartoni animati, o meglio cinema d’animazione! Così sembrava qualcosa di serio…eh eh…
Ora passiamo a me. Io sono Clementine, nome anche il mio preso da un film: Se mi lasci ti cancello. Ho 22 anni e anche io guardo ancora i cartoni animati!!!ma chi non lo fa?! Anche a me piace il cinema e mi piace la saga di Star Wars, insomma, per me Anakin, Luke, la Principessa Leia, Obi Wan Kenobi, ma soprattutto Chewbecca, sono dei parenti, ma che dico come dei parenti, molto di più e col tempo vi spiegherò cosa intendo, anche se spiegarvi cosa ho provato quando Anakin ha ucciso i bambini Jedi, è indescrivibile…….

Ad entrambi piace guardare film, ascoltare musica, leggere e parlare male di quello che fa vedere la tv…..ma quello che ci accomuna più di ogni altra cosa è…la passione per il cibo…Non so se a voi capita mai, ma ogni volta che parliamo di qualsivoglia argomento finiamo a parlare di ricette, più o meno buone, è assurdo. Ed è per questo che abbiamo deciso di creare il nostro blog, in cui uniremo tutte le nostre passioni: per ogni film, libro o canzone abbineremo un ricetta o comunque qualcosa da mangiare.
Ovviamente voi potrete controbattere e creare le vostre personali combinazioni.

Veniamo al titolo del blog…..”L’eterno splendore di una mente corrotta”, francamente non saprei spiegarlo, inizialmente l’idea era di collegare il titolo al film Se mi lasci ti cancello, il cui titolo originale è The Eternal Sunshine of the Spottles Mind, cioè L’eterno splendore di una mente candida, però ci siamo fatti prendere la mano…volevamo un titolo di richiamo, in cui fosse presente una contraddizione evidente, ed ecco come è nato il titolo. Infatti, per quanto bello e poetico, una mente candida è davvero splendente, ma, diciamoci la verità: una mente senza macchie è davvero interessante? Secondo noi no! Abbiamo infatti sviluppato col tempo una strana passione per le menti malate (nella finzione, ovviamente) e abbiamo scoperto quanto sia più interessante osservare le diverse rappresentazioni delle varie psicopatie. Ecco perché secondo noi anche una mente corrotta può risplendere, ma se voi avete opinioni differenti non esitate e fateci sapere…ovviamente le risposte troppo serie non verranno considerate come valide! Comunque sappiate che siamo realmente soddisfatti del titolo del blog….ecco, ci siamo scervellati in un modo impressionante per trovare un titolo del genere…ma il casino più assoluto è arrivato quando ci è stato chiesto di decidere un indirizzo…
L’indecisione aleggiava nell’aria, non ci veniva in mente nessuna idea geniale, abbiamo pensato ad Hitchcook, Tarantino, Kubrick, Shrek e addirittura L’Era Glaciale, ma purtroppo tutti i titoli che ci venivano in mente erano stati tutti presi…fino a quando non abbiamo pensato a Tim Burton e al suo film The Corpse Bride, La Sposa Cadavere e dopo aver scartato corpseboh.it cioè Il Boh cadavere, la nostra scelta è caduta su "corpsebrain" cioè il cervello cadavere…perché diciamo la verità…a furia di guardare film, tv, leggere e parlare di cucina, una parte del nostro cervello si è un po’ atrofizzata diventando anche cadaverica, soprattutto a furia di pensare al titolo e all’indirizzo per questo blog. Ovviamente stiamo esagerando, ma è capitato a tutti di avere la sensazione di rimanere incantati durante una conversazione ed è in quel momento che la parte cadaverica del nostro cervello ha il sopravvento…ovviamente non è niente di grave…..
Ora vi salutiamo, che la forza sia con voi…norman invece va via perchè …..Ha un amico per cena e deve ancora comprare il Chianti...

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